Che cos’è per voi il metaverso? Intervista doppia: Mario Gerosa - David Orban

December 24, 2007 – 9:54 pm

Il team di Secondlifelab ha realizzato un’intervista doppia nello spirito di quelle delle iene con Mario Gerosa e me su Second Life e il significato dei mondi online. Mi hanno avvicinato con l’idea al Festival della Creatività di Firenze e ho subito aderito con entusiasmo. Il risultato mi sembra veramente ottimo! E’ anche significativo a mio avviso quanto quello che diciamo non è conflittuale, ma di rafforzamento reciproco.

Molti articoli sono stati scritti su quelli che sono i significati più apparenti e immediati di Second Life e di altri mondi online. E’ stato relativamente facile passare per quelli tra i giornalisti che amano cavalcare le ondate di moda dall’entusiasmo sfrenato alla condanna incondizionata, senza apparentemente provare imbarazzo per l’incoerenza della posizione (nascosta probabilmente dietro ad una finta e superficiale necessità di documentazione oggettiva).

In questo anno passato, dove in Italia anche si è parlato molto di Second Life in tutte le salse possibili, ho cercato di tenere una posizione che senza nasconderne gli evidenti limiti contingenti, potesse trasmettere la sensazione di promessa che provo e che a mio avviso i mondi online devono rappresentare.

Non sono stato naturalmente solo ad avere la sensazione che Second Life fosse più di una semplice moda e ho avuto spesso la fortuna di parlare in conferenze o in panel che includevano altre persone che, dal loro particolare punto di vista, risultato di un percorso professionale e intellettuale individuale e unico, esprimessero la stessa convinzione che i mondi online ci offrono la possibilità di sperimentare, approfondire e in generale trovare domande significative sulle nostre identità e le società che creiamo.

Questo video è un esempio ottimo di come si possa portare avanti in modo innovativo questo dialogo.

(Ah, Buone Feste! :) )

  1. 4 Responses to “Che cos’è per voi il metaverso? Intervista doppia: Mario Gerosa - David Orban”

  2. L’intervista è buona, un po’ lunga ma molto ben fatta, divertente ed interessante. Saluto Simone e David (che conosco) e che ho avuto il piacere di ospitare a PiùBlog e Mario (che non conosco ancora personalmente).
    Buon anno a tutti!

    By Leo Sorge on Dec 26, 2007

  3. Grazie Leo degli auguri che ricambio. L’intervista è stata divertente e Simone e il suo gruppo di Secondlifelab hanno fatto veramente un ottimo lavoro nel metterla insieme!

    David

    By Registered User on Jan 2, 2008

  4. Sul metaverso

    1)
    …Di una cosa però sono convinto:l’ideale estetico della prossima umanità ventura sarà simile agli avatar.Faremo cioè l’impossibile per poter somigliare ai nostri avatar, alla ricerca di una artificialità esettica, algida,inespressiva, maniacalmente civile e compita. Perfetti nell’esteriorità e indifferenti all’interiorità, che sarà sempre di più ciò che appare: Sicuramente più civili di noi barbarici umani, ancora così naturali,sanguigni,espressivi,maniacalmente incivili, pieni di difetti estetici non corretti.
    Forse?

    2)
    Quale è il senso etico di stare in Second Life? Voglio dire che per dare veramente importanza a Second life, uno dovrebbe starci per sempre, altrimenti si configura solo come un intervallo della real life, un gioco. Se io mi faccio un lavoro in Second Life, dovrei scegliere di lasciare quello in real life? Altrimenti che senso tiene quando spengo il PC? Le priorità della real life:i figli, la salute,una moglie o un marito,il lavoro vero, le relazioni vere. Già, le relazioni, le simpatie, gli amori e il sesso in Second Life,un’illusione persistente? Ma chi coltiva, a volte inconsapevolmente o suo malgrado una illusione persistente non è forse schizofrenico? Non sono io che lo dico.σχιζοφρένεια, o schizophreneia, che significa “mente divisa” ovvero la compromissione del cosiddetto “esame di realtà” da parte del soggetto ( Eugen Bleuler, Adler, Freud, klein ).Si, capisco tutte le soddisfazioni dell’apprendimento di un linguaggio, dell’uso di strategie discorsive, delle nuove tecniche di comunicazione, ma insisto:ci troviamo di fronte ad un gioco, ad un unnesimo gioco di ruolo, finalizzato poi successivamente alla conoscenza vera: quella del mondo reale, perchè se così non fosse - e non credo di dire una esagerazione- tutte le personalità coinvolte in Second Life sarebbero personalità schizofreniche, cioè personalità che hanno seri problemi nella percezione della realtà.Alla fine chi sta in Second Life con un proprio avatar proietta la sua dimensione estetica immaginaria e costruisce un mondo a sua misura interagendo con altri avatar che fanno lo stesso e la cosa può andare avanti, finchè…finchè non si prova la fascinazione per uno più bravo o brava di te, che però è anche bello/a ( cioè costruito/a bene) e ci si innamora in potenza: della sua cultura tecnica, del suo linguaggio ( o meglio del modo in cui lo manifesta), improvvisamente viene voglia di conoscerlo/a. Allora se si è sani di mente si supera l’avatar e ci si butta nella real life: accada quel che accada, ti può andare bene, ti può andare male:l’avatar era uno splendido trentenne bruno e si scopre che la sua anima reale è un sessantenne calvo e con la pancia oppure un avatar splendida pupa platinata con occhioni azzurri di venticinque anni dietro la quale c’è una quarantenne annoiata e insoddisfatta.In questo caso ti è andata male. Può succedere però di raddrizzare il proprio senso di realtà ed allora scoprire o conoscere in ogni caso una persona non banale o interessante, che ha cose da dire o migliorare le proprie capacità intellettuali e le acquisizioni tecniche e performative delle proprie conoscenze .Ma se invece si ideologizza Secon Life, se invece si è convinti di rimanere in questo mondo virtuale e ci si “illude persistentemente” , allora c’è qualcosa che non va. Il corso di scrittura funzionale e business writing o Morena Runo che ha proposto degli incontri sull’arte mostrando un dipinto, e illustrando come si possa parlare di pittura in maniera chiara e piacevole, mi auguro che lo abbiano fatto per migliorare le sensibilità percettive della real life.Come pure il corso on-line “INTRODUZIONE ALLA COMUNICAZIONE”, organizzato da Imparafacile l’anno scorso perchè se così non fosse ci troveremmo di fronte ad categoria di individui che sta precipitando in un “delirio onirico” e che ha abdicato al senso di responsabilità, da qui la domanda iniziale quale è il senso di tutto questo?Io riesco solo a cogliere una preoccupante χιζοφρένεια ovvero una mente scissa, divisa. Io non vedo alcun trasferimento di sapere che non sia quello prodotto da un mondo in tre d la cui connotazione culturale è molto molto californiana, cioè poi, una diretta emanazione dei modelli culturali del linden lab ideologia take easy a buon mercato e credimi è molto, molto avvilente spacciarre tutto questo per esercizio intellettuale raffinato. A questo punto mi piace di più l’uso che ne fanno i ragazzi:giardino segreto per acchiappanze o per giochi di ruolo, per lo meno è un atteggiamento più sano.Certo che voglo conoscere il senso di tutto ciò, ammettendo che ne abbia uno e dunque ti contatterò.

    3)

    “il web 2.0 ed è una cosa cui ormai a tutti noi costerebbe molto rinunciare. Ed è bella.”
    Parto da qui.E’ vero il web 2.0 non è bello, è bellissimo, ma mi inquieta la prima parte del periodo:” è una cosa cui ormai a tutti noi costerebbe molto rinunciare”. Intanto quel noi, così comunitario, comunistico, opprimente direi, no, non mi piace proprio. Impa,che sembra sia deus ex machina ha avuto l’accortenza di mantenere ancora individualità molto separate, invece tu usi già un noi, di cui io per esempio non mi sento parte e poi personalmente, non mi sento in astinenza senza SL. A me fa impazzire la grafica tridimensionale,certo, questo si, con la quale ho avuto contatti, anche se sporadici per il lavoro che faccio nella real life, ed ho visto splendidi e raffinati manufatti, veri, cosali, materiali ( dobbiamo stare attenti con i termini che usiamo le parole non sono mai innocenti, non credi?). Ma per me il mondo on line rimane solo un linguaggio e non un mondo e nonostante pensatori importanti abbiano provato in passato, penso ad Occam, Berckeley, ma anche in parte Heidegger o Foucault a ridurre anche il modo fisico a linguaggio, io non sono un nominalista e propendo che ci sia una realtà che continua ad esistere anche quando noi ce ne saremo andati e che non è riconducibile solo al nostro linguaggio. Quindi Second Life è una splendida sfera di comunicazione, ma non me la sento di paragonarla alla complessità del mondo fisico. “I MONDI ESISTONO” è vero ma i mondi mentali, concettuali, letterari, estetici, non sono il mondo fisico, sono il nostro linguaggio, che indubbiamente, modifica e cambia anche il mondo fisico, ma , la fisicità del mondo in real life, è un fatto – come avrebbe detto Simone de Beauvoir- non un concetto, né un segno.La realtà fisica è un fatto la realtà virtuale è un concetto e la smaterializzazione del mondo, che tu sembri auspicare e che da alcuni settori della comunicazione viene contrabbandata per spiritualizzazione, è un bluff, perché il mondo mentre si smaterializza per i pochi rimane maledettamente materiale per i molti: per chi vive conflitti devastanti, o la povertà di milioni di bambini, o la fame di intere popolazioni un mondo tremendamente pesante. Una materia super pesante e concentrata per più di tre quarti di umanità in ossa e carne. La smaterializzazione del modo che tu sembri auspicare, fa comodo ai poteri forti che mentre ti illudono di poter fare affari miliardari con i linder dollars in realtà li fanno loro con dollari veri. Un poema degli anni ’50 comincia così:” I saw the best mind of my generation destroyed by madness[…] who bared their brains[…]who passed through unversities with radiant cool eyes allucinating…”. A madness puoi sostituire SL e avrai un quadro di ciò che accade.
    In SL tutti sono calmi, dolci, disponibili, la violenza è allontanata o tenuta a bada, le relazioni sono easy. Un mondo ovattato una realtà asettica dove sono volutamente estromessi i conflitti L’America è brava ad annichilire le coscienze e a spazzare vie le menti critiche, lo ha fatto già con altri sistemi in passato. Second Life è una ideologia statunitense buttata sul mercato per questo. E’ triste vedere che delle belle intelligenze come quelle che si incontrano in SL restino allucinate da una dimensione immaginaria. E’ solo questo che contesto ai Secondlife citizen, perché sostenere il contrario significa perpetrare una menzogna,affascinante, suadente, ma pur sempre menzogna e anche molto socialmente pericolosa. Per il resto ognuno fa ciò che vuole, ma siamo seri per piacere.Vedi mia cara/mio caro,il cyberpunk e la tua umana, sono un prodotto dei tuoi sogni, della tua cultura e non viceversa.
    Si. La mia delusione non è relativa solo a SL, ma si estende ad altri “mondi” come li chiami tu o voi, mentre per me sono solo linguaggi di rete che alla fine offrono tutti più o meno le stesse possibilità: Habbo Hotel, There, Weblo, Kaneva che fornisce la capacità di condividere, commentare, entusiasmarsi, catalogare e cercare tra un vasto range di media inclusi video, blog, foto, musica/audio e giochi (forse è quello che preferisco), o Moove, che evidenzia la costruzione di stanze e di “incontri romantici” online come attività primaria per i visitatori. Insomma le stesse cose di SL più o meno solo che in Moove gli avatar sono chiamati “attori” e si può scegliere fra umanoidi, animali e robot. Poi ci sono Cybertown (noiosissima), Playdo, usato per costruire comunità, incluso un editor di pagine web che permette agli utenti di creare la propria homepage personalizzata o Active Worlds. Si differenzia, ma solo per il tipo di utenza, Whyville che è un mondo virtuale educativo per bambini e teenager. Poi c’è anche un modo nuovo di creare film indipendenti, e a chiunque lo desideri, offre l’opportunità di creare il proprio Matrix: il suo nome è “Machinima”. Machinima è un nuova forma di film-making che utilizza i giochi del computer per girare film nella realtà virtuale di un game engine. Piuttosto che spendere molti soldi per le attrezzature più costose, o perdere mesi lavorando in 3D, i creatori di Machinima girano i loro film all’interno di un computer game
    Ti ho già espresso le mie critiche nei miei lunghi post: per me sono linguaggi che di creativo hanno solo l’estetica e le dinamiche performative, ovvero atti linguistici, ma politicamente sono mondi repressivi, escludenti ed autoescludenti , buoni per la comunicazione interna a questi stessi linguaggi o a forme di e-learning, ma assolutamente asserviti a logiche perverse di controllo sociale. Io preferisco usare il web come punto di aggregazione per un nucleo di destabilizzatori del senso comune il mio motto è: “Omnia sunt communia”, ma la conoscenza comune di cui parlo, non è legata ai linguaggi performativi come fate voi, ma alla critica di sistema: è il grido che aveva terrorizzato i principi tedeschi nelle rivolte contadine guidate da Thomas Muntzer. Una cosa che nei vostri “mondi” è assolutamente assente. Alle spalle di tutto questo ci sono filosofi come Michel Foucault e Gilles Deleuze.
    Luther Blisset è questo: “un sistema di echi, di riprese, di risonanze e di segni”(G. Deleuze), cioè appunto di processi “autopoietici”.Una critica radicale al “General Intellect”. Un nodo del network-Luher Blissett ha scritto: “(…) occorrerà agire con coordinazione, senza centri di potere, comitati politici, o maggioranze, ma semplicemente proponendo ai vari nodi della rete azioni specifiche alle quali si possa aderire gratuitamente e liberamente”, e ancora: “(…) i singoli anelli saranno sempre indipendenti l’uno dall’altro e allo stesso tempo potranno mantenersi in costante collegamento tra loro e interagire in ogni momento”. Quello che ho fatto con te con questi post è stata un’azione specifica. Liberarsi dalla trappola dei “mondi virtuali”: sono solo sofisticate strategie di controllo e annichilimento delle coscienze è LSD del XXI secolo. Prendere coscienza di questo sarebbe già molto. Ma questo te l’ho già detto.

    By ragnar granit on Jan 2, 2008

  5. Urca, ragnar, che commento che ho scatenato! :) Più lungo di uno qualunque dei miei post stessi…

    Non sono in grado di risponderti con altrettanto dettaglio. Penso che molto di quello che analizzi si vedrà col tempo e che ci sarà una progressiva metabolizzazione comune di quanto oggi ci pare un comportamento di nicchia se non addirittura deviato.

    Anche nel passato è stato così con altre tecnologie, solo adesso, come mi è stato riportato dalla Chaos Computer Conference di Berlino, “Things are changing faster than we can die”… “Le cose cambiano più rapidamente di quanto riusciamo morire”…

    By Registered User on Jan 9, 2008

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