Intervista sulla Singolarità in Estropico
February 19, 2008 – 1:02 pm
Il blog transumanista Estropico ha pubblicato una mia intervista sulla Singolarità Tecnologica. Le domande erano stimolanti e spero di aver dato risposte che potessero esserlo altrettanto.
Domanda:
“Molti lettori di Estropico sono affascinati dall’idea dell’immortalità fisica (o quantomeno di aspettative di vita illimitate). Pensi che tale obiettivo sia solo raggiungibile post-singolarità? Ampliando la domanda: è solo grazie a sistemi di intelligenza artificiale in grado di automodificarsi e autopotenziarsi (e quindi non direttamente in nostro controllo) che possiamo aspirare alla postumanità?”
Risposta:
“Le cause di morte prevalenti oggi nelle società occidentali sono quelle legate ai processi di invecchiamento. Sono d’accordo con i fondatori del programma SENS che ritengono che questi processi non siano desiderabili e lavorano affinché vengano uno ad uno eliminati. Il successo di questo programma porterà ad una vita media radicalmente più lunga di oggi (naturalmente ci vorrà parecchio tempo perché siamo in grado di verificare se un essere umano vivrà fino a 1000 anni per esempio: ci vorranno 1000 anni, appunto!). Per questo tipo di cambiamento biologico non è necessario raggiungere la singolarità tecnologica.
Quando penso però all’immortalità non intendo un periodo così breve come sono 1000 anni, ma penso piuttosto miliardi di anni, o meglio ancora miliardi di miliardi di anni. A questo punto penso che sia evidente, messo semplicemente a fuoco dall’enormità dei numeri citati, che questo tipo di immortalità radicale non sia funzione di quello che definiamo il limite del possibile funzionamento del corpo umano. Quello che dobbiamo chiederci è il significato di identità in quell’enorme insieme di ambienti possibili che le variabili dell’universo fisico nell’arco di un tempo così lungo possono produrre. Ritengo che da questo punto di vista non si possa parlare di immortalità: le entità che si guardassero dai due estremi di un arco temporale così lungo non potrebbero ritenersi rappresentativi di uno stesso singolo individuo.
Dal mio punto di vista è bene che cominciamo ragionare sull’opportunità di applicare un filtro inclusivo alla definizione di umanità. Sarà nostro interesse fare così! Nel momento in cui le entità postumane lo ritenessero avranno gradi di libertà sufficienti per realizzare anche in pratica modelli di comportamento paralleli ed alternativi ai nostri. Finché non lo vorranno e quindi condivideranno con gli umani tradizionali gli spazi fisici, ne andrà a beneficio di questi secondi.”
Leggi tutto su “Intervista a David Orban sulla Singolarità Tecnologica“
























































3 Responses to “Intervista sulla Singolarità in Estropico”
E’ interessante comparare i tuoi ragionamenti al punto di vista della biologia evolutiva, per la quale (semplifico molto) nella storia della vita l’uomo è un incidente temporaneo, destinato a coprire un piccolo arco di tempo. Mentre il mondo è dei batteri
By g.g. on Feb 19, 2008
L’emergere di nuovi livelli di complessità nel gioco dell’universo non ’surclassa’ quelli precedenti attraverso l’annichilimento. Anzi, Senza le stelle anche i batteri non potrebbero esistere. Senza i batteri non potremmo esistere noi. La questione non è nemmeno chi domina, se spesso si tratta di una esistenza intrecciata (pensa alla digestione).
La questione è la capacità generativa del prossimo livello di complessità. E’ il fuoco strategico del gioco che si sposta e che quindi deve essere seguito se si vuole capire cosa sta succedendo. Se il prossimo livello di complessità emergerà per esempio dalla capacità di una corretta ed efficiente gestione della componente memetica dell’esistenza, allora gli attori di questo nasceranno da quello che facciamo noi e non quello che fanno i batteri!
By David Orban on Feb 19, 2008
Ciao David,
Stefano
l’idea è affascinante ma, sfortunatamente, le più ottimistiche stime danno al pianeta terra solo poco più di 4 miliardi di anni di vita.
Mi sa che dobbiamo sbrigarci
By Stefano on Feb 22, 2008