Non riesco nemmeno a dire il suo nome


Immagine di Marco Gomes

Che cos’è? Giorno dopo giorno rende sempre più difficile vivere serenamente di regole giuste. Regole che viola, che deride, che stravolge. Come può insinuarsi in modo così ampio, viscido e distruttivo nella mente? Me ne voglio liberare la mente. Non posso accettare che possa determinare il mio presente e anche solo parzialmente il futuro dei miei figli. Non rieso a non pensarci.

Come la violenza sessuale sporca l’immagine del corpo, deformando la percezione del sè, così mi sento la mente deformata e violentata dall’attacco quotidiano alla mia intelligenza.

Perché non dovrebbe essere possibile riferirsi ad una realtà condivisa e condivisibile? Dove valori, desideri, immagini, aspirazioni siano confrontabili. Mi accorgo di chiedermi, quando sono in mezzo ad un gruppo di persone, cosa pensano e come pensano, come possono pensare in modo così radicalmente diverso da non provare il mio stesso ribrezzo.

Non è stato sempre così. E non sarà sempre così. Non deve essere così.

Il momento per cambiare, di intervenire c’è stato. Quando e come arriverà di nuovo? Come facciamo a costruire affinché quando arriva, non scopriamo con orrore che si sta scendendo a nuove bassezze?

Sono confuso. Forse anche un po’ impaurito. Non riesco nemmeno a dire il suo nome.