Ieri Alberto si lamentava “Ma non l’ho visto a Marzo, perché non c’era l’immagine!”, così ho fatto il manifesto del manifesto:

Beccalo in grande sulla pagina di Flickr: “Il Culto del Fare“
Ieri Alberto si lamentava “Ma non l’ho visto a Marzo, perché non c’era l’immagine!”, così ho fatto il manifesto del manifesto:

Beccalo in grande sulla pagina di Flickr: “Il Culto del Fare“

Immagine di Marco Gomes
Che cos’è? Giorno dopo giorno rende sempre più difficile vivere serenamente di regole giuste. Regole che viola, che deride, che stravolge. Come può insinuarsi in modo così ampio, viscido e distruttivo nella mente? Me ne voglio liberare la mente. Non posso accettare che possa determinare il mio presente e anche solo parzialmente il futuro dei miei figli. Non rieso a non pensarci.
Come la violenza sessuale sporca l’immagine del corpo, deformando la percezione del sè, così mi sento la mente deformata e violentata dall’attacco quotidiano alla mia intelligenza.
Perché non dovrebbe essere possibile riferirsi ad una realtà condivisa e condivisibile? Dove valori, desideri, immagini, aspirazioni siano confrontabili. Mi accorgo di chiedermi, quando sono in mezzo ad un gruppo di persone, cosa pensano e come pensano, come possono pensare in modo così radicalmente diverso da non provare il mio stesso ribrezzo.
Non è stato sempre così. E non sarà sempre così. Non deve essere così.
Il momento per cambiare, di intervenire c’è stato. Quando e come arriverà di nuovo? Come facciamo a costruire affinché quando arriva, non scopriamo con orrore che si sta scendendo a nuove bassezze?
Sono confuso. Forse anche un po’ impaurito. Non riesco nemmeno a dire il suo nome.
Sono da una settimana al NASA Ames Research Center, presso la Singularity University. È stata una fantastica opportunità di seguire le lezioni, seguire gli studenti e interagire con gli altri Advisor e lo staff. Ho scritto le mie impressioni su twitter, citando dalle lezioni, ed è stata un’esperienza unica.
Oggi 28 luglio alle 19 ore di California, se sei nella Silicon Valley e vuoi venire alla NASA, terrò io stesso una lezione sull’Internet degli Oggetti, seguita da un workshop interattivo e divertente di Spime Design. Ci sarà anche un rinfresco alla fine!
Iscriviti online per i posti ancora disponibili.
Dall’altra parte, se non sei qui, per la prima volta alla Singularity University puoi seguire la lezione con uno streaming online.
Ecco la mia presentazione:
Image via Wikipedia
“…sto studiando un progetto su Internet con un mio socio. Vorremmo dar vita ad un portale ma non sappiamo su quale argomento. Sul web c’è praticamente di tutto. Volevo chiederti su cosa investiresti tu, in quale settore/argomento. Due miei amici hanno investito in un portale su ricette online, dopo due anni hanno 38000 utenti al giorno…”
Domanda interessante!
Mi ricordo quando—forse quarant’anni fa?—ero sicuro che volevo essere uno scrittore e mi sedevo davanti alla macchina da scrivere. Infilavo un foglio di carta e cominciavo a scrivere tipicamente qualcosa come “Mike era chiuso dalla parte sbagliata della porta stagna e sapeva che dopo l’impatto della meteora aveva solo dieci minuti per salvare se stesso e tutti gli altri dell’astronave”. O forse era Sergey… In ogni caso, dopo una frase o due, al massimo un paragrafo, non andavo avanti. E non diventavo uno scrittore.
Non basta avere lo strumento e non basta avere la convinzione…
Che cosa ti appassiona? Su quale argomento pensi di poter non solo aggregare informazioni, ma di aggiungere anche un punto di vista che sia diverso da quello di altri. Che possa rappresentare il valore aggiunto, l’elaborazione ulteriore, il punto di vista individuale. Fai una lista di possibili argomenti.
C’è una massa critica nell’argomento? In Italia ci sono persone che si interessano di calcio (tante, a quanto mi si dice), di motori, di donne, di politica. Ci sono quelli che si interessano di scienza, di letteratura, di archeologia neolitica. Puoi valutare quante persone potrai raggiungere al massimo.
L’argomento scelto ti piace? Devi perseguire l’obiettivo con determinazione. E siccome ci vorrà tanto tempo per raggiungerlo, sarà meglio che le cose che si fanno quotidianamente, l’argomento che sta alla base sia qualcosa che ti piace, perché occuperà una gran parte delle tue giornate.
Come farai a guadagnare? Questa è una domanda fondamentale naturalmente. La costruzione del portale sarà un hobby, oppure dovrà rappresentare la fonte di sostentamento per te e per il tuo socio? Basterà la pubblicità che il tuo portale potrà ospitare? Non scommetterci. Puoi vendere prodotti o servizi che sono attinenti all’argomento scelto? Questi possono essere realizzati direttamente da te, oppure rivenduti?
Indipendentemente dall’argomento credo che ci possano essere alcune caratteristiche universali che vale la pena di utilizzare nella costruzione del portale:
In molti paesi sono in preparazione leggi speciali che impongono limiti alla libertà di espressione online. La DDL Alfano in Italia uguaglia i blog al giornalismo professionista e richiede la pubblicazione di “rettifiche” comunicate dalle parti interessate, sotto la pena di pesanti multe.
Questa legge, se passata senza alcuna modifica, porterà in pratica al blocco della libertà di parola su Internet in Italia, dato che interessi speciali potranno inondare la blogosfera con richieste che saranno impossibili da soddisfare correttamente dalla maggior parte delle nuove voci online.
I politici si sentono minacciati dalla rete e i suoi poteri, perché permette ai cittadini di esprimere indipendentemente la propria posizione e di formare un’opinione senza ricorrere alle fonti ufficiali.
Il seguente video riassume il mio pensiero:
Il gruppo Diritto Alla Rete collega attivisti che la pensano in modo analogo.

Martedì sarò conONE al concerto 360 degli U2, assieme ai miei figli.

ONE è un’organizzazione non-profit sostenuta da più di due milioni di persone nel mondo impegnate nella lotta contro la povertà estrema e le malattie curabili, soprattutto in Africa. Co-fondata da Bono e altri attivisti, ONE è apartitica e lavora a stretto contatto con i policy-maker africani.
Anche ONE è in tour quest’estate con gli U2 per lanciare una campagna per trovare nuovi membri e per alzare il livello di informazione sul progresso importante che sta avvenendo per combattere la povertà estrema e le malattie in Africa. Grazie al supporto della band, ONE sarà presente in tutta la tour 360 degli U2, vista da più di 3 milioni di persone quest anno.

La riunione dei paesi del G8 sta partendo in Italia e ONE sta aumentando la pressione per mantenere le promesse che hanno fatto e di dare i fondi necessari per combattere la povertà.
Firma la petizione per chiedere al Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi di mantenere le promesse di aiuto fatte nel 2005.
Ad oggi ci sono più di tremila cinquecento pagine web che citano un testo interessante che parte dicendo “Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura…”. Questo testo, che descrive con toni molto pregiudiziosi una popolazione di immigrati, potrebbe essere preso da articoli di oggi, invece viene attibuito ad un rapporto del 1912 sull’immigrazione italiana negli USA al Congresso.
Sorprendentemente nessuna di queste pagine cita la fonte e pur rammaricandosi di questo, non mostrano remore nel riportare il testo, e non descrivono tentativi di individuarlo. (No, non ho guardato tutte le migliaia di pagine, ma su quelle che ho guardato non c’era questo tipo di indicazione…)
Esiste un servizio Ask a Librarian della Library Of Congress, che permette di fare a tutti domande ai bibliotecari via internet e questi rispondono entro cinque giorni.
Ho ritradotto verso l’inglese il testo e ho fatto quindi la domanda: si può risalire alla fonte?
Sembra di no. Ma sono bellissime per quanto sono approfondite ed utili le due risposte che ho ricevuto:
Question History:
Patron: To the Digital Reference Section:
I need to locate a report issued to Congress in October 1912 by the USA Immigration Authorities.The following paragraph—which I am translating back to English from Italian—is being widely quoted in Italy (more than 3000 websites and blogs as of today), without a link to the source, other than the date of the report:
“They are generally of small stature and dark skin. Many are smelly
because they keep the same clothes for weeks. They build shacks in the
suburbs. When they get closer to the city center they rent expensive
apartments in crumbling buildings. They arrive in two looking for a
room with kitchen use. After a few days they become four, six, ten.
They speak incomprehensible languages, maybe antique dialects. Many
children are used to begging, often in front of the church women and
older men plead mercy, with petulant and plaintive tones. They have
many children who they struggle to maintain and they are very united
among themselves. It is said that they are dedicated to theft and, if
stopped, can become violent. Our women avoid them because they are
both unattractive and wild and because of widespread rumors of rapes
of women consumed when returning from work. The powers that be have
opened our borders but, above all, have not been able to select from
among those entering the country to work and those who think they can
live on gimmicks or even criminal activities.I propose that preference is given to those from Veneto and Lombardy,
slow of understanding and ignorant, but more willing than others to
work. They are suited to homes that Americans refuse so that their
families remain united and they do not dispute the salaries. The
others, those who have reported much of this first report, come from
southern Italy. I invite you to check the documents of origin and
repatriate them. Our security must be the first concern.Report from the Inspectorate for Immigration in the U.S. Congress on
Italian immigrants in the United States, October 1912.”Librarian 1: We have been searching for this document without success thus far. What we can tell you is that there was no official body named “Inspectorate for Immigration” in the United States government in 1912. That may be a translation error. There was an Immigration Commission in existence from 1907 to 1910 that issued a 41 volume series of reports, but in 1911. The following link takes you to a formatted record from our online catalog describing this:
<http://lccn.loc.gov/14019769>
Some of their reports are in Google Books:
<http://books.google.com/books?id=yy6OAAAAMAAJ>
There was a United States Bureau of Immigration and Naturalization that issued annual reports covering this time period. I have requested that these be pulled from the stacks. I will get back to you with further information after examining them.
Finally, Congress was not in session in October 1912 (<http://clerk.house.gov/art_history/house_history/Session_Dates/60to79.html>) but that does not necessarily eliminate the possibility that a document was published with that date.
A document with these paragraphs may exist but it is unlikely that the title is exactly as the one referenced.
I will followup after examining the annual reports referred to above.Best wishes,
Digital Reference Section
Ask A Librarian Service
The Library of Congress/Librarian 1: I have looked through documents from the time period such as the annual reports of the United States Bureau of Immigration and Naturalization, committee reports of the U.S. Congress, and some of the volumes produced by the Immigrant Commission for evidence of your referenced report without success. I have determined that the title conferred on those that ran the individual immigration stations located throughout the United States was Inspector. It is possible that a report issued by an individual station may have had a section on this topic. I have not been able to find any such thing in the materials I have examined however.
The Library is actually not the repository for the records of Congress or for the various federal agencies. Those records are held by the National Archives. If a report was submitted to Congress it would perhaps be kept with the appropriate committee records. If a report was prepared by a federal agency for Congress it may be found in the administrative files of that particular agency. These kinds of documents would be held by the National Archives.
The next step in your research will have to be contacting the official repository, the National Archives, and perhaps the Historical Offices affiliated with the Congress. The following are links to relevant websites that may be worth your exploration.
You may wish to start with the Center for Legislative Archives at the National Archives:
<http://www.archives.gov/legislative/cla/>
The following site lists the online finding aids to legislative records:
<http://www.archives.gov/legislative/finding-aids/>
Browsing through these will help you identify the range of dates records are held by various committees and perhaps a historical overview of relevant committees. For example, the Committee on Immigration and Naturalization falls under Judiciary Committees:
<http://www.archives.gov/legislative/guide/house/chapter-14.html>
You’ll find that records for this committee are held at the Archives from 1893-1946.
The following link takes you to a description of the federal agencies that dealt with Immigration and Naturalization:
<http://www.archives.gov/research/guide-fed-records/groups/085.html>
You’ll see the history of the various agencies within major governmental Departments. Please note that at no time was there an Inspectorate for Immigration.
You may also wish to contact the Congressional historical offices. The following links take you to their websites:
Senate:
<http://www.senate.gov/artandhistory/history/common/generic/Senate_Historical_Office.htm>
House of Representatives:
<http://clerk.house.gov/library/index.html>
Research into your request may require extensive examination of documents. You may wish to consider hiring a freelance researcher as the staff of both the National Archives and the Library of Congress are not available to do extensive research for individual projects for researchers. The Library of Congress provides a list of researchers you may wish to contact although we do not vouch for them. The following link takes you to a site that provides access to this list:
<http://www.loc.gov/rr/main/inforeas/freelance.html>
The National Archives also provides a list of researchers and they actually provides a breakdown by topic specialty:
<http://www.archives.gov/research/hire-help/>I’m sorry I could not be more helpful. Good luck in your pursuit of identifying this document. It may be a good idea to try and determine who first posted this material and insist on a more detailed reference to validate its existence before viewing it as an authoritative, credible source.
Best wishes,
Digital Reference Section
Ask A Librarian Service
The Library of Congress

Manca meno di una settimana per Frontiers Of Interaction V, questa volta non a Torino, ma a Rome, l’8 Giugno, Lunedì prossimo. Se sei da quelle parti o puoi raggiungerci, non perdere questo evento! (Registrazione richiesta)
Come Massimo Sgrelli ha detto recentemente in modo molto appropriato:
“Non ci sarà bisogno di prendere un aereo ed attraversare un Oceano sino alla più vicina Conferenza O’Reilly”

Frontiers of Interaction è organizzata dal mio amico Leandro, e sono stato fortunato a poter partecipare a due delle edizioni precedenti. Queste sono state di una qualità consistentemente alta. Il mio intervento sta prendendo la sua forma finale e spero che sarà all’altezza delle aspettative del partecipanti!

Tra pochi giorni ci sarà il lancio del molto atteso Wolfram Alpha, il nuovo motore di conoscenza computazionale molto atteso. È già possibile vederne esempi di funzionamento nell’eccellente screencast di Wolfram Alpha narrato da Stephen Wolfram.
Ne ho scritto nel numero di Nòva oggi in edicola:
La civiltà umana si basa sulla capacità di raccogliere, memorizzare e analizzare la conoscenza. Nei millenni questa capacità si è progressivamente affinata e si è dotata di strumenti sempre più efficenti. Inizialmente la quantità di esperienza pratica e teorica necessaria per effettuare correttamente le operazioni stagionali di una società agricola era tale da potersi trasmettere oralmente. Molto presto si è resa necessaria l’invenzione di codici indiretti, della scrittura, e di sistemi di organizzazione degli elementi di conoscenza così codificati. Tavole, libri, biblioteche sono i passaggi di questa rapida evoluzione.
Ma da un’organizzazione passiva di conoscenza codificata, stiamo velocemente passando tutta la cultura umana in una nuova forma attiva, digitale, meglio accessibile, più corrispondente alle esigenze correnti. Oggi approfittiamo dei computer e delle reti di computer, di Internet, per un lavoro che altrimenti non sarebbe più possibile affrontare. Anche il modo in cui i computer ci aiutano ad organizzare la conoscenza sta evolvendo. Ci siamo già abituati a diversi di questi nuovi strumenti. Con Google vengono indicizzate le pagine accessibili online e poste in relazione i testi contenuti, attraverso i collegamenti che ne rafforzano la rilevanza. Wikipedia permette ad ogni persona di aggiungere e rivedere pagine che descrivono e illustrano argomenti diversissimi, in una collaborazione volontaria su scala planetaria. A questi due metodi, l’indicizzazione automatica e la collaborazione volontaria, si sta aggiungendo un nuovo metodo, già accessibile a livello locale, ma tra poco portato su Internet, quello del calcolo simbolico della conoscenza. Il motore di conoscenza computazionale di Wolfram Alpha
Questo nuovo protagonista, atteso con molto interesse, conta su due elementi principali. Da una parte vi è il motore di calcolo simbolico maturato attraverso vent’anni di esperienza di Mathematica. Questo programma, che si può anche acquistare per utilizzo personale, è particolarmente diffuso presso fisici, matematici, ingegneri e con Wolfram Alpha viene portato su Internet, in una nuova proposta di cloud computing, cioè di accessibilità universale. Dall’altra parte si trovano database di fatti e volumi statistici, accuratamente rivisti per completezza e coerenza da un team di cento persone. L’insieme di questi due elementi viene interfacciato con un sistema di interrogazione che, inizialmente in modo abbastanza modesto, permette di impiegare espressioni in linguaggio naturale e con una visualizzazione unificata che crea una pagina di risultati completa ed accattivante che fonde elementi descrittivi, con equazioni e grafici interattivi.
I campi in cui Wolfram Alpha può essere utilmente interrogato sono tutti quelli in cui una risposta completa e formale possa essere appunto calcolata: ingegneria, economia, biologia, chimica, fisica, matematica… per elencarne alcuni.
In passato è stato tentato da parte di motori di ricerca che oggi risultano perdenti la strada di una valutazione editoriale dei contenuti che però è risultata non sostenibile per la crescita esponenziale dei contenuti sul web che dovevano essere recensiti. I curatori dei database di Wolfram Alpha non hanno questo problema, in quanto la maggior parte dei dati che assumono, per esempio le caratteristiche degli elementi chimici, una volta che sono stati introdotti, rimangono fissi.
È probabile che la nuova categoria dei motori di conoscenza computazione vedrà solo per poco Wolfram Alpha come unico elemento. Già Google ha presentato una propria iniziativa di visualizzazione e analisi di dati pubblici. Ognuna delle proposte però dovrà affrontare la necessità di bilanciare accuratamente la sete di conoscenza degli utilizzatori e le necessariamente limitate risorse che ognuno di questi potrà in un dato momento ricevere. La gioia di esplorare apparentemente in totale libertà nuovi spazi interattivi per trovare risposte a domande che non si sapeva nemmeno di poter fare può presto scontrarsi con limitazioni fondamentali a quello che il nostro formalismo simbolico può calcolare. Forse uno dei risultati maggiori di Wolfram Alpha sarà proprio quello di dare una percezione concreta e quotidiana di che cosa in ogni momento la scienza umana può permettere di calcolare e di dare un quadro dinamico dell’evoluzione della conoscenza, accessibile sempre e ovunque, avanzando così il progetto della civiltà umana.
La carriera scientifica e imprenditoriale di Stephen Wolfram esprime un ambizioso progetto: analizzare e ampliare gli strumenti che abbiamo a disposizione per la formalizzazione delle scoperte scientifiche. Wolfram, dalla tesi di dottorato in fisica teorica a vent’anni, al lavoro sugli automi cellulari e sulla complessità, attraverso la fondazione e la gestione di Wolfram Research, azienda di grande successo, ha saputo mantenere un corretto equilibrio tra obiettivi a breve termine di concretezza scientifica e profittabilità economica, e quelli a lungo termine di trasformare la matematica in una scienza sperimentale. Prima con il sistema di calcolo simbolico Mathematica, successivamente con l’opera A New Kind Of Science, che è anche alla base di scuole di perfezionamento e di approfondimento, ed infine on l’ultimo progetto del motore di conoscenza computazionale Wolfram Alpha, il programma di Stephen Wolfram sta da trent’anni dispiegandosi con sempre maggiore forza.”

Domani terrò due seminari alla Fondazione Bruno Kessler a Trento: la mattina su Internet degli Oggetti e nel pomeriggio sulla Singularity University. Ne scrivono Paolo Massa e Trentoblog.
La sera poi online ho un altro evento: il secondo Spime Design Workshop con CISCO in Second Life. Giornata piena..